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Sono stati Albalonga, re Turno, Rea Silvia , Romolo e Remo, Virgilio e la mitologia di Roma antica a far giungere agli italiani il nome della Città dei Latini e del mito dei personaggi legati alla nascita dell’Urbe.

Albano

Secondo studi si conferma che Alba Longa è realmente esistita come pure il notevole livello della civiltà dei Latini. Ma le colline dei Castelli sono state popolate già dalla più lontana Preistoria. L’uomo di Neanderthal si insediò stabilmente vivendo della caccia di cinghiali, cervi ed altre specie di animali come l’elephas antiquus. Dal IV millennio a.C si può parlare della nascita della civiltà con l’insediamento dei primi agricoltori del Neolitico nelle zone delle attuali Albano, Grottaferrata e Montecompatri.

Gli EtruschiUna consistente diffusione di villaggi si ebbe a cavallo tra l’ Età della Pietra e del Bronzo sino ad arrivare a IX secolo a.C. era in cui si delinea la nascita della civiltà dei Latini, popolazione successivamente sottomessa da Roma. Furono proprio i Latini ad essere in contatto con i Greci, gli Etruschi ed altri popoli del Mediterraneo, a realizzare grandi santuari come i templi di Giunone Sospita a Lanuvio, di Giove Laziale sul monte Cavo, di Diana Nemorense sul lago di Nemi successivamente passati con tutta la loro sacralità ai Romani.

Gennazzano

Sotto il periodo dell’Urbe i Castelli divennero territorio ricco di agricoltura e villeggiatura: Domiziano e Cicerone vi costruirono le loro ville. Virgilio si interessò di viticoltura asserendo che “Bachus amata colles” Marco Aurelio e suo figlio Commodo vi consumavano ricche libagioni accompagnate dal vino del poso. Tutti ricordano tra la storia le navi Romane che risiedevano nel lago di Nemi (Speculum Dianae) luogo di grandi festeggiamenti di primavera in onore a Diana Nemorense ed il mito del Ramo d’Oro legato alle arre circostanti lo specchio d’acqua.
Nel 197 d.C. Settimio Severo trasferì in questa area la Seconda Legione Partica nota per l’alto valore in guerra che però proprio quì si dedicò alla costruzione di grandi opere di pace e monumenti nella attuale Albano.
La caduta dell’Impero Romano segnò il decadimento anche della zona dei Castelli. Le coltivazioni vennero esposte a scorrerie ed invasioni e la popolazione si spostò verso siti più sicuri. Da luoghi di ozi e villeggiatura il Tuscolo divenne rifugio e centro di potere. Nel 1191 le truppe Romane assediarono la fortezza del Tuscolo espugnandola radendo al suolo mura ed edifici.

GenzanoA castel Gandolfo, Ariccia, Genzano e Rocca Priora sorsero i borghi fortificati posizionati su aree inespugnabili. Anche Lanuvio prima del Mille fu cinta da una poderosa muraglia. Proprio in funzione di ciò le colline assunsero già da quegli anni il nome di Castelli Romani.
Fu solo dopo il 1559 con l’instaurasi del potere spagnolo che i Castelli Romani tornarono al loro ruolo di oasi di pace e di riposo come ai tempi dell’antca Roma. Durante i quattro secoli successivi nacquero le grandi ville del Tuscolo, le Ville del Palazzo Pontificio a Castel Gandolfo e vi arrivarono i primi viaggiatori del Grand Tour come Goethe, Gogol’, Byron ed altri personaggi.