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Tradizioni
in tavola
La cucina dei Castelli Romani si contraddistingue per la semplicità,
fortemente legata all’intera gastronomia laziale ed ebraica
originariamente era ritenuta cucina plebea, povera e popolare.
Infatti per i nobili era di uso consumare solo piatti francesi.
Una cucina nata dagli scarti che nella carne provenivano
dal famoso “quinto quarto” ultima parte aggiunta
dell’animale macellato riservata ai lavoratori del macello
stesso: testina, pajata, coratella, coda, trippa, che hanno
dato vita successivamente a piatti tradizionali e ricercati
come rigatoni alla pajata, coda alla vaccinara, la coratella
con i carciofi ecc.
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| Verdure |
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La cucina tipica
è ricca di verdure, broccoletti, cicoria, carciofi,
sedano con il pinzimonio, puntarelle, misticanza e lattuga,
fagiolini, funghi porcini, il tartufo nero, le olive di
Gaeta, piselli, le fave fresche e le carote di Fiumicino.
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| Primi piatti |
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Ma tra i primi piatti non mancano
la pasta all’Amatriciana, alla Gricia con guanciale
e pecorino, la Carbonara chiamata così proprio
perché ricca di pepe nero, le pappardelle al sugo
di lepre, gli gnocchi di patate alla Romana, fettuccine
fatte in casa al sugo da carne e rigalglie di pollo e
ai funghi porcini. Le minestre di verdure e legumi, i
fagioli cannellini e le lenticchie di Onano. |
| Le carni |
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Tra le Carni e secondi patti,
oltre alle carni maremmane, l’abbacchio a scottadito
e alla cacciatora, il capretto, i saltimbocca e lo stufatino,
il pollo con i peperoni, la porchetta di Ariccia e la
cacciaggione rappresentano la tradizione. |
| I salumi |
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Le coppiette, le salsicce di
Monte San Biagio, salsicce bianche e nere e di cinghiale,
i lombetti, capocolli, la coppa di testa, ventresca e
guanciale, mortadella di Amatrice, il prosciutto di montagna. |
| Il pesce |
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La cucina è ricca anche
di pesce di acqua dolce: l’anguilla, il luccio e
il persico del lago di Bolsena, la tinca e il corecone,
ma sulla costa non mancano i tipici piatti marinari. |
| I fritti |
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I fritti come il fritto misto
alla romana, il baccalà, carciofi, fiori di zucca
e supplì |
| I formaggi |
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Sempre presenti il pecorino
Romano DOP, la mazzarella di bufala DOP e il fiordilatte
il caciocavallo, originari del basso lazio, la ricotta
di pecora e la caciotta fresca. |
| Il pane |
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Il pane IGP cotto a legna di
Genzano, il pane di Lariano. |
| La frutta |
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Fragole di Nemi tipiche fragoline
di bosco, i marroni di Vallerano e della Tolfa, le pesche
di Castel Gandolfo, le mele del Vivaro, l’uva da
tavola, i Kiwi e le nocciole del lazio. |
| Gli olii |
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Gli Olii DOP della Sabina e
di Canino, dei Castelli Romani e di Tivoli, e i 25 vini
DOC del Lazio tra i quali il Castelli Romanii, Marino,
Colli lanuvini, Frascati, Est Est Est di Montefiascone,
il Cesanese del Piglio, l’Aleatico di Gradoli e
la tipica Romanella. |
| I dolci |
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I dolci più famosi provengono
dalla pasta lievitata: i classici maritozzi guarniti di
panna e crema, ma ci sono anche mostaccioli, straccaganasce,
le ossa da morto, il piangiallo, i tozzetti e le crostate
di ricotta, i giglietto, ciambelle al vino e ciambelle
cresciute. |
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